"Sorì Tildin" Langhe Nebbiolo doc Gaja 2001 Ingrandisci

"Sorì Tildin" Langhe Nebbiolo doc Gaja 2001

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Nuovo prodotto

Regione: Piemonte
Denominazione: Langhe Nebbiolo doc
Tipologia di vino: Rosso doc
Vitigno: Nebbiolo 95% e Barbera 5%
Annata: 2001
Fermentazione: In acciaio a temperatura controllata
Comune di produzione: Barbaresco
Affinamento: 18 mesi in barriques
Gradazione alcolica: 14,5%

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Descrizione

Elegante Nebbiolo prodotto con uve provenienti dal vigneto “Sorì Tildin” a Barbaresco, vigneto che prende il nome dal termine dialettale “Sorì”, che in piemontese indica la sommità di una collina esposta a Sud e “Tildin”, soprannome dato a Clotilde Rey, nonna di Angelo Gaja. Vino di grande eleganza e finezza, dal colore rosso porpora intenso, si presenta al naso con un bouquet fine e complesso, con profumi fruttati di mora e frutti di bosco, confettura di frutti rossi e sentori di caffè, liquirizia, spezie e frutta secca. Dal sapore vellutato, caldo e morbido, con tannini fini ed eleganti che gli regalano nobiltà e grande struttura, persistente si abbina perfettamente con carni rosse alla griglia, selvaggina, preparazioni con il famoso Tartufo Bianco d’Alba e formaggi stagionati.

Produttore

Gaja

Leader dell’Italia del Vino, Gaja è oggi una cantina che conta solo in Piemonte quasi 100 ettari di vigneti di proprietà, tutti ottimamente controllati e in grado di regalarci dei vini unici, di anno in anno. La cantina Gaja nasce nel 1859 a Barbaresco, nel cuore delle Langhe, ed è da sempre riconosciuta come uno dei nomi-simbolo nella produzione di Barbaresco. Dal fondatore Giovanni sino ad Angelo Gaja, questa famiglia ha saputo imporsi nel panorama vinicolo mondiale grazie ad una ricetta ben precisa: la ricerca della qualità. Il Piemonte è una delle regioni più vocate per la produzione di grandi vini, dove il Nebbiolo assume spesso i contorni della poesia. Ma il terreno ovviamente non basta, è necessaria la passione e la competenza di grandi uomini. E il nome Gaja fa certamente parte di questa categoria. Angelo Gaja, negli anni '60, ha avuto il merito di rinnovare le tradizioni e importare nuove tecniche produttive: dall'abbattimento della produzione per ettaro ad un controllo maggiore della temperatura di fermentazione, da un attento utilizzo della barrique al passaggio di tappi più lunghi. In questo modo, Gaja ha saputo restare al passo con i tempi, senza cadere nell'errore di fossilizzarsi nel solco della tradizione. Un successo, quello di Gaja, costruito con intelligenza e intuizione, ereditato dal rigore e dai sacrifici dei predecessori e sviluppato e consolidato negli ultimi decenni grazie alla formidabile guida di Angelo. Il passato come esperienza, il futuro come obiettivo: così Gaja ha costruito intorno a sé l'immagine di un marchio forte e imprescindibile, simbolo della grandezza del Barbaresco e di un vino che sa raccontare la poesia del proprio territorio nel bicchiere.

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