Brunello di Montalcino Sugarille  docg  “Pieve Santa Restituta” Gaja 2004 Ingrandisci

Brunello di Montalcino Sugarille docg “Pieve Santa Restituta” Gaja 2004

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Nuovo prodotto

Regione: Toscana
Denominazione: Brunello di Montalcino docg
Tipologia di vino: Rosso docg
Vitigno: 100% Sangiovese
Annata: 2012
Fermentazione: In acciaio a temperatura controllata
Comune di produzione: Pieve S. Restituta
Affinamento: 2 anni per il 50% in botti di rovere francese e per il 50% in barriques di rovere francese; 8-12 mesi in bottiglia
Gradazione alcolica: 14,5%

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Descrizione

Il Brunello di Montalcino “Sugarille” dell’azienda toscana Pieve Santa Restituta di proprietà della famiglia Gaja, è un eccellente vino rosso che prende il nome dal particolare vigneto da cui proviene.

Di un colore rosso granato intenso, si presenta al naso con un bouquet ampio e composito, con sentori fruttati di prugne, ciliegie selvatiche, su sottofondo di spezie, chiodi di garofano e tabacco.

Il gusto è ampio e rotondo, accompagnato da un corpo tannico ben integrato nella complessa struttura del vino.

Ha un buon potenziale di invecchiamento ed è ottimo per accompagnare piatti a base di carne e formaggi di media stagionatura.

Produttore

Gaja

Leader dell’Italia del Vino, Gaja è oggi una cantina che conta solo in Piemonte quasi 100 ettari di vigneti di proprietà, tutti ottimamente controllati e in grado di regalarci dei vini unici, di anno in anno. La cantina Gaja nasce nel 1859 a Barbaresco, nel cuore delle Langhe, ed è da sempre riconosciuta come uno dei nomi-simbolo nella produzione di Barbaresco. Dal fondatore Giovanni sino ad Angelo Gaja, questa famiglia ha saputo imporsi nel panorama vinicolo mondiale grazie ad una ricetta ben precisa: la ricerca della qualità. Il Piemonte è una delle regioni più vocate per la produzione di grandi vini, dove il Nebbiolo assume spesso i contorni della poesia. Ma il terreno ovviamente non basta, è necessaria la passione e la competenza di grandi uomini. E il nome Gaja fa certamente parte di questa categoria. Angelo Gaja, negli anni '60, ha avuto il merito di rinnovare le tradizioni e importare nuove tecniche produttive: dall'abbattimento della produzione per ettaro ad un controllo maggiore della temperatura di fermentazione, da un attento utilizzo della barrique al passaggio di tappi più lunghi. In questo modo, Gaja ha saputo restare al passo con i tempi, senza cadere nell'errore di fossilizzarsi nel solco della tradizione. Un successo, quello di Gaja, costruito con intelligenza e intuizione, ereditato dal rigore e dai sacrifici dei predecessori e sviluppato e consolidato negli ultimi decenni grazie alla formidabile guida di Angelo. Il passato come esperienza, il futuro come obiettivo: così Gaja ha costruito intorno a sé l'immagine di un marchio forte e imprescindibile, simbolo della grandezza del Barbaresco e di un vino che sa raccontare la poesia del proprio territorio nel bicchiere.

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